Home Fondazione On. Angelo Satanassi Angelo Satanassi, guida e anima della città - di R. Balzani
A. Satanassi. Foto, Sabatini
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Angelo Satanassi è uno dei grandi uomini della Forlì del Novecento. Amministratore intelligente e dall’intuito politico spiccato, inesausto analista dei problemi locali e nazionali, ragionatore vero e appassionato. È stato così fino all’ultimo respiro: nonostante una malattia che lo tormentava da tempo, nonostante i mille problemi di salute, ha voluto essere sempre protagonista del dibattito cittadino, contribuendo alla discussione con opinioni autorevoli e interpretando in modo esemplare il ruolo di Presidente della Fondazione “Garzanti”. E ci è riuscito. La sua storia è la storia di una generazione indimenticabile, quella dei ragazzi che fecero la Resistenza e poi ricostruirono il paese.

Il percorso di Satanassi venne presto caratterizzato da un modo originale di abbinare il ruolo di giovane leader della sinistra, negli anni Cinquanta, a un contributo professionale esercitato all’interno del panorama agrario fatto di conoscenza concreta della vita nei campi e di competenze scientifiche di rilievo maturate attraverso lo studio. Lavoro e politica. Ad Angelo toccò in sorte, dopo la precoce crisi del centrosinistra forlivese negli anni Sessanta e la parentesi commissariale, di portare il PCI e la sinistra alla guida della città, inaugurando un “nuovo corso” denso di progetti e di riforme. Grazie allo spirito combattivo e ad una innata capacità di dialogo, seppe rappresentare le istituzioni e i cittadini nelle vicende complesse degli anni Settanta, dalle lotte per il diritto al lavoro fino alla difesa dei principi democratici che in quel periodo affrontarono la doppia trincea della strategia della tensione e del terrorismo. Nell’albo istituzionale figura l’impegno come consigliere comunale fin dal 1956 e poi come sindaco di Forlì dal 1970 al 1979; quindi deputato al Parlamento dal 1979 al 1987. La sua forte personalità indirizzò una stagione di trasformazioni che ancor oggi caratterizzano il profilo del Comune: la partecipazione, il welfare, l’apertura alle giovani generazioni, la spinta a creare reti di servizi (su tutto l’impegno per proseguire il progetto della Diga di Ridracoli), l’affermazione del governo territoriale che come apripista a livello nazionale concretizzò attraverso l’istituzione del “comprensorio”, la riqualificazione delle neonate periferie urbane. Le amministrazioni guidate da Satanassi espressero un impulso modernizzatore paragonabile a quello degli uomini di Gaudenzi, ai primi del Novecento. Poi venne il Parlamento e la politica di più alto livello, alla quale contribuì con determinazione riformista, sempre con ironia e ragionamenti fuori dagli schemi. Da individuo intellettualmente indipendente, pur nella fedeltà ai principi e ai valori di sempre, partecipò alle vicende del PCI-PDS-DS, fino alla nascita del PD. Angelo amava essere pragmatico e coltivava la passione per la cultura, per il pensiero filosofico, per la scienza, per la musica. Chi lo ha conosciuto non potrà dimenticare la capacità di analisi mai condizionata dagli aspetti contingenti così come rimarranno nella memoria i giudizi anticonformisti, l’immagine degli occhi mobili e attenti e, soprattutto, l’inesausta passione civile. Così lo ricorderemo: come grande forlivese e “uomo pubblico” nella accezione più alta e più nobile.

Roberto Balzani
Sindaco di Forlì

Tratto da: "Un riformista lungimirante. Angelo Satanassi (1925-2011)", a cura di Guido Gambetta, Bononia University Press, Bologna, 2012.

 
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